Malika Ayane e Mike Lennon: musica per una società multiculturale
- 4 apr 2019
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Lo scorso 2 aprile si è tenuto nell'Aula Magna dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca un convegno dal titolo I giovani nella società multietnica e multiculturale, cui hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, del giornalismo e del mondo musicale.
Proprio sulla multietnicità nella musica si è concentrato l'ultimo evento in programma:
un'intervista del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, alla cantautrice italo-marocchina Malika Ayane e al rapper italo-vietnamita Mike Lennon.

Domanda dopo domanda, Fontana ha ricostruito le origini artistiche dei due ospiti, entrambi cresciuti nella periferia di Milano, anche se a dieci anni di distanza l'uno dall'altra.
Pur soffermandosi sui problemi affrontati a causa della loro etnia, i due cantanti hanno preferito concentrare il racconto sul loro percorso personale, fatto di molti lavori e della determinazione propria di chiunque voglia fermamente raggiungere un obiettivo.
Malika ha iniziato la sua attività già a undici anni, entrando nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala, ma ha dovuto lavorare a lungo nel bar del Teatro Arcimboldi, prima di raggiungere l'indipendenza necessaria per concentrarsi solo sulla musica. Mike è invece passato da un lavoro all'altro, scegliendo infine di dedicarsi al rap e alla produzione musicale, sostenuto nelle fasi iniziali dal rapper Maruego.
È Mike Lennon quello che si è mostrato più sensibile alla questione del razzismo, avendo vissuto sulla sua pelle tutti i pregiudizi degli italiani (e non solo) sugli orientali. Tutto questo – dalle prese in giro sulla pronuncia della lettera "r" alle accuse di commerciare solo merce contraffatta – è andato a costituire il materiale per i suoi testi, che – forti di una grande ironia – lo stanno portando a farsi un nome nel mondo dell'hip hop.
La musica ha avuto un ruolo importante nel corso di tutto il convegno: alcuni studenti del CPM Music Institute di Milano hanno curato gli interventi musicali della giornata, animando ulteriormente il pubblico in sala, già molto partecipe. Impossibile non accorgersi della quantità sorprendente di etnie diverse, tanto tra i musicisti quanto tra gli spettatori.
La giornata si è chiusa con l'esecuzione del brano Canzone contro la paura di Brunori Sas, compendio perfetto di tutti i temi toccati durante l'evento.
Più che le singole conferenze, è stato il clima generale a sostenere i principi su cui il convegno era fondato: centinaia di giovani studenti di provenienza e cultura diversa hanno dimostrato concretamente come una società multietnica – se fondata su educazione e istruzione – sia possibile e come la musica e l'arte in generale possano essere il collante e il metodo espressivo di questa nuova realtà.

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